Chi era Emma Bonino: una vita tra politica, diritti civili e battaglie europeiste

Di Alessandro Berardi

La politica italiana perde un pezzo di storia: l'11 settembre 2026, all'età di 78 anni, è morta Emma Bonino.

EMMA BONINO
Foto di Youssef Meftah, Licenza CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.  
 

Leader radicale, europeista convinta e protagonista di oltre mezzo secolo di battaglie civili, Bonino ha lasciato un segno profondo nella storia politica e sociale del nostro Paese. 

Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi istituzionali.

Nel secondo Governo guidato da Romano Prodi (2006-2008), Emma Bonino ha ricoperto un doppio incarico: ministra del commercio internazionale e ministra senza portafoglio per le Politiche europee.

Nel Governo presieduto da Enrico Letta (2013-2014) è stata ministra degli Affari esteri, diventando la prima donna proveniente dall'area radicale a guidare la Farnesina.

Inoltre, è stata vicepresidente del Senato della Repubblica durante la XVI legislatura (2008-2013) e commissaria europea dal 1995 al 1999 (fu nominata dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi).

Alle elezioni europee del 1999 la Lista Bonino ottenne l'8,5% dei voti e sette seggi al Parlamento europeo, uno dei risultati elettorali più importanti ottenuti da una formazione radicale che si presentava al di fuori dei principali schieramenti politici.

Nella Commissione Santer ebbe deleghe alla Pesca, alla Politica dei consumatori e agli aiuti umanitari attraverso l'ufficio ECHO.

Originaria di Bra, in provincia di Cuneo, Emma Bonino è stata una delle figure femminili più autorevoli e combattive della politica italiana. Le sue battaglie, spesso controverse e talvolta in anticipo sui tempi, hanno riguardato alcuni dei temi più delicati della società contemporanea.

Negli ultimi anni della sua attività politica, Bonino fu tra le figure fondatrici di +Europa, formazione politica di ispirazione europeista e liberale, nata come lista elettorale nel 2017 e costituitasi successivamente come partito nel 2019.

Anche attraverso questa esperienza continuò a sostenere una maggiore integrazione europea, la difesa dei diritti individuali e le proprie battaglie liberali.

Nel 2015 le è stato inoltre conferito il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, una delle più alte onorificenze della Repubblica.

 

Il metodo politico: nonviolenza e disobbedienza civile

A caratterizzare l'impegno politico di Emma Bonino fu anche il metodo, condiviso per decenni con Marco Pannella, leader storico dei Radicali scomparso nel 2016. Il metodo politico radicale, fondato sulla nonviolenza d'ispirazione gandhiana, si basava sulla disobbedienza civile e sul ricorso agli scioperi della fame e della sete e al digiuno come strumenti di pressione politica. La nonviolenza rappresentava per Bonino soprattutto un metodo di lotta politica e di mobilitazione civile e non coincideva con un rifiuto assoluto dell'uso della forza in ambito internazionale: in diverse occasioni sostenne infatti la necessità di interventi internazionali, anche militari, per fermare aggressioni e gravi violazioni dei diritti umani.

Il referendum abrogativo divenne per i Radicali uno strumento per portare al centro del dibattito pubblico questioni che i partiti tradizionali tendevano a evitare o a rinviare. La disobbedienza civile e le autodenunce servivano invece a mettere in discussione norme ritenute ingiuste, assumendone pubblicamente le conseguenze. Gli scioperi della fame e della sete furono utilizzati da Bonino e Pannella in numerose occasioni come forme di protesta nonviolenta e di pressione sulle istituzioni.

 

Le principali battaglie di Emma Bonino


Aborto sicuro e legale: Nel 1973 fu tra le protagoniste della nascita del CISA (Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto), impegnato nell'informazione e nell'assistenza alle donne che ricorrevano all'interruzione di gravidanza quando questa era ancora illegale in Italia. Nel 1975 Bonino si autodenunciò per procurato aborto e si consegnò volontariamente alle autorità, facendosi arrestare. Quel gesto trasformò la sua vicenda personale in un atto di disobbedienza civile e in una battaglia politica contro la clandestinità dell'aborto. Quella stagione di mobilitazione contribuì a portare il tema dell'aborto al centro del dibattito pubblico e politico, fino all'approvazione della legge 194 nel 1978.

 

Divorzio: Partecipò attivamente alle campagne radicali a sostegno della legge sul divorzio e alla mobilitazione per la vittoria del "No" al referendum abrogativo del 1974.

 

Lotta alla fame nel mondo: A partire dagli anni Ottanta fu tra le principali protagoniste delle campagne radicali contro la fame nel mondo, contribuendo a trasformare il tema in una battaglia politica internazionale e a portarlo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni internazionali.

 

Impegno internazionale: Nel corso della sua carriera, Bonino ebbe un ruolo importante anche sul piano internazionale, occupandosi di crisi umanitarie e conflitti in diverse aree del mondo. Come commissaria europea visitò numerosi Paesi colpiti da guerre e crisi umanitarie e si impegnò per rafforzare l'azione dell'Unione europea nella tutela dei diritti umani e nell'assistenza alle popolazioni colpite. Negli anni Novanta fu inoltre impegnata sul campo in alcune delle principali crisi internazionali, tra cui quelle dei Balcani, del Ruanda e del Sudan.

 

Contro le mutilazioni genitali femminili: Promosse campagne internazionali per contrastare le mutilazioni genitali femminili, con particolare attenzione alla tutela delle bambine e delle donne nei Paesi in cui queste pratiche erano diffuse.

 

Corte penale internazionale: Dagli anni Novanta fu una delle protagoniste della mobilitazione internazionale per la creazione di una Corte penale permanente.

Nel 1998, in qualità di commissaria europea agli aiuti umanitari, guidò la delegazione della Commissione europea alla Conferenza diplomatica di Roma, che portò all'adozione dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Corte penale internazionale, sostenendo la creazione di un tribunale penale internazionale permanente.

 

Contro la pena di morte: Tra le sue principali battaglie internazionali ci fu anche quella contro la pena di morte nei Paesi in cui era ancora in vigore. Bonino e il Partito Radicale si impegnarono per anni a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali, portando il tema all'attenzione delle Nazioni Unite e sostenendo l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo.

 

Fine vita e testamento biologico: Insieme ai Radicali e all'Associazione Luca Coscioni, sostenne con forza il diritto all'autodeterminazione, il rifiuto delle cure e una maggiore libertà di scelta nelle decisioni riguardanti il fine vita.

Stati Uniti d'Europa: Convinta federalista europea, Bonino non si limitava a sostenere l'integrazione tra gli Stati membri, ma auspicava esplicitamente la costruzione degli Stati Uniti d'Europa, con istituzioni comuni più forti e una maggiore integrazione politica. Anche durante il suo incarico alla Farnesina continuò a sostenere questo progetto, nella convinzione che un'Europa più unita e federale potesse superare i nazionalismi e garantire maggiori diritti e libertà.

Accoglienza e immigrazione: Ha sostenuto politiche di maggiore apertura nei confronti dei migranti e promosso campagne come "Ero straniero", con l'obiettivo di superare la legge Bossi-Fini, favorire canali legali di ingresso e regolarizzare il lavoro degli stranieri presenti in Italia.

Antiproibizionismo sulle droghe: Storicamente vicina alle posizioni antiproibizioniste dei Radicali, ha sostenuto politiche alternative al proibizionismo e iniziative di riduzione del danno, contestando un modello che, a suo giudizio, alimentava anche il potere delle organizzazioni criminali.

Le sue posizioni su immigrazione, fine vita, droghe e numerosi altri temi l'hanno spesso portata in aperto contrasto con altri partiti e con una parte dell'opinione pubblica, rendendola una figura tanto discussa quanto centrale nel dibattito sui diritti civili.

Bonino non fu una figura unanimemente condivisa, né le sue posizioni trovarono sempre consenso. 

La sua peculiarità fu quella di sostenere con tenacia battaglie impopolari, spingendo la politica italiana a confrontarsi con questioni che spesso preferiva evitare.

Al di là delle differenze ideologiche e dei giudizi politici, Emma Bonino è stata una donna forte, coerente e determinata, capace di difendere le proprie convinzioni e di portare nel dibattito pubblico temi che per lungo tempo erano rimasti ai margini.

Molte delle battaglie che ha condotto quando erano ancora minoritarie hanno finito, nel tempo, per incidere profondamente sul dibattito politico e sulla vita civile del Paese.

 

L'ultimo saluto

Il 13 settembre, il feretro di Emma Bonino è arrivato in Campidoglio, accolto dal picchetto d'onore. Alle ore 12.00 è stata aperta la camera ardente nella Sala della Protomoteca.

Erano presenti familiari, amici ed esponenti del mondo politico, ma anche numerose persone comuni, che si sono messe in coda per porgerle l'ultimo saluto.
Domani, alle ore 12.30, nella Protomoteca del Campidoglio, saranno celebrati i funerali di Stato in forma laica.

Con la scomparsa di Emma Bonino, l'Italia perde una protagonista di una lunga stagione politica e civile: una donna che, per oltre cinquant'anni, ha fatto della libertà individuale, dei diritti e dell'Europa il centro del proprio impegno. 

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