Vacanze a rischio: le nuove truffe su Booking che ingannano anche i viaggiatori più esperti

Di Alessandro Berardi

Ogni anno la scena si ripete: hai scelto la meta, confrontato decine di offerte e finalmente prenotato la tua vacanza. Ma mentre immagini il mare, la montagna o quel borgo che ti aspetta, c’è qualcuno che non va mai in ferie: i truffatori digitali, sempre più organizzati, che hanno trasformato la stagione estiva in una vera e propria “caccia” ai risparmi dei viaggiatori.

Secondo una recente indagine, nell’ultimo anno oltre 4,3 milioni di italiani sono stati vittime di una truffa o di un tentativo di frode legato alle vacanze, con un danno economico complessivo che supera i 195 milioni di euro . Un dato che conferma quanto il fenomeno sia ormai diffuso e in costante crescita.

Tra i bersagli preferiti dei cybercriminali c’è Booking.com, dove negli ultimi anni si è diffusa una tecnica nota come breach booking: i malintenzionati violano gli account delle strutture ricettive, rubano i dati delle prenotazioni e contattano i clienti tramite WhatsApp, SMS o nella chat dell’app, fornendo i dettagli esatti del soggiorno per risultare credibili.




È importante chiarire che Booking.com rimane una piattaforma affidabile: le truffe non dipendono da vulnerabilità del sito, ma dal fatto che i criminali sfruttano comunicazioni esterne o violano i profili dei gestori. Essendo uno dei portali più usati al mondo, la sua enorme diffusione lo rende un bersaglio primario.

Codici Lombardia (l’associazione di consumatori che ha come obiettivo tutelare i cittadini) invita a prestare la massima attenzione ai messaggi che sembrano provenire da Booking.com o dalle strutture ricettive.

Come riconoscere il breach booking


Richieste di pagamento esterne e link sospetti

In passato le truffe legate alle prenotazioni erano più facili da riconoscere: venivano inviate comunicazioni a migliaia di persone tramite e-mail o SMS, invitando a confermare una prenotazione inesistente. Ora, a causa del furto dei dati da parte dei cybercriminali, lo scenario è cambiato.

L’obiettivo dei truffatori è creare un senso d’urgenza, convincendo la vittima a saldare il soggiorno tramite link esterni o bonifici, minacciando la cancellazione immediata della stanza. 

Booking non chiede mai pagamenti via WhatsApp o SMS.

Se ricevi un messaggio con un link, controlla attentamente il dominio: un indirizzo come booking-verifica-pagamento .com è al 100% una truffa.

Qualsiasi saldo o aggiornamento della carta avviene esclusivamente nella dashboard protetta dell’app o del sito ufficiale.


Il falso rimborso

Un altro escamotage consiste nel finto rimborso: le vittime ricevono un messaggio tramite WhatsApp che sembra provenire da Booking o dall’hotel, dove si invita a cliccare su un link per ottenere un presunto rimborso. Il collegamento porta invece a una pagina di phishing bancario.


Prezzi troppo bassi

Tariffe insolitamente convenienti per strutture in posizioni centrali o di pregio sono un costante campanello d’allarme.


Come difendersi dal breach booking


Non cliccare su link esterni

Evita qualsiasi collegamento ricevuto via e-mail o messaggistica che richieda di reinserire i dati bancari.


Paga solo tramite canali ufficiali

Usa esclusivamente i moduli integrati nell’app o sul sito di Booking, oppure salda direttamente in struttura al check-in.


Contatta l’assistenza e segnala

In caso di dubbi, verifica la prenotazione con il Servizio Clienti dedicato.

Se hai subito un addebito fraudolento, blocca la carta, avvisa la banca e presenta denuncia alle forze dell’ordine.


La nuova insidia: i “residence fantasma”

Oltre al breach booking, si sta diffondendo un’altra truffa particolarmente insidiosa: quella dei residence “fantasma”. In questo caso i criminali non violano alcun account, ma pubblicano online annunci di alloggi inesistenti o rubano l’identità di strutture reali, chiedendo caparre o pagamenti anticipati.


Come funziona la truffa dei residence fantasma


Annunci civetta

Vengono create pagine fasulle o usati i codici di strutture esistenti su siti di annunci e social media.


Prezzi troppo vantaggiosi

Soggiorni estivi proposti a tariffe irreali (ad esempio 300 euro a settimana in alta stagione).


Pagamenti fuori piattaforma

Caparre richieste tramite bonifici su IBAN personali o ricariche di carte prepagate (come Postepay).


Sul posto, l’amara scoperta

Il momentaneo risparmio si trasforma in un incubo all’arrivo: indirizzi inesistenti, edifici che ospitano negozi o abitazioni private. Nessuna traccia del residence prenotato. La vacanza si trasforma così in una corsa contro il tempo per trovare un alloggio vero.

È quello che è successo a Piero, di Torino, che aveva prenotato una vacanza in Emilia-Romagna. Dalle foto la location sembrava perfetta, ma una volta giunto al civico indicato ha trovato… una ferramenta.


Come difendersi dai residence fantasma


Rimani sulla piattaforma

Non accettare mai di spostare la trattativa o i dettagli del saldo su WhatsApp o via e-mail.


Verifica il CIN

Controlla la presenza del Codice Identificativo Nazionale (CIN) sulla banca dati ufficiale del Ministero del Turismo.


Ispeziona con Google Street View

Non limitarti a cercare la via su Google Maps: attiva Street View per verificare visivamente se al civico indicato è presente la struttura.


Usa la ricerca inversa per immagini

Salva le foto dell’appartamento e caricale su Google Immagini. Se scopri che appartengono a un alloggio all’estero o a un sito di arredamento, sei davanti a un falso.


Diffida dai prezzi irreali

Un costo sproporzionatamente basso rispetto alla media della zona è quasi sempre indice di un raggiro.


Una vacanza sicura inizia dalla prenotazione

Andare in vacanza significa rilassarsi e staccare la spina, ma la serenità comincia prima del check-in.

Un controllo in più sulle immagini, sull’indirizzo e sulle modalità di pagamento richiede solo pochi minuti, ma può salvare le tue ferie e il tuo portafoglio.

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