Il cuore del Milan smette di battere: addio a Franco Baresi

Di Alessandro Berardi

​Questa è una notizia che non avrei mai voluto scrivere: oggi il calcio piange la sua bandiera, lo storico capitano del Milan e della Nazionale, Franco Baresi.

Franco Baresi
Foto di Kurt Schorrer, licenza CC BY-SA 2.0.

​Ieri diversi media avevano erroneamente diffuso la notizia del suo decesso, alimentati da voci insistenti sulle sue condizioni di salute, ormai molto critiche. Da tempo l’ex Kaiser Franz rossonero (soprannome attribuitogli per la somiglianza con Franz Beckenbauer) lottava contro una malattia, e nella notte è venuto a mancare.

​L’annuncio è stato dato dal Milan: «La nostra storia è in lacrime».

​Dopo il comunicato ufficiale del club, sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio da tifosi, dirigenti, calciatori ed ex calciatori. Tra questi, quello particolarmente toccante di Paolo Maldini, suo compagno di reparto per anni:

​«Ciao Franco, 
​oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti. Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare. Un abbraccio affettuoso a tutta la tua famiglia, in particolare a tua moglie Maura e ai tuoi figli, Edoardo e Giannandrea. Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre».

​Baresi ha legato l’intera carriera al Milan, disputando venti stagioni, (quindici delle quali da capitano), fino a diventare il secondo giocatore con più presenze nella storia del club, alle spalle proprio di Maldini.

I numeri dicono 719 presenze, 6 scudetti e 3 Coppe dei Campioni, ma le cifre o le classifiche della FIFA non racconteranno mai fino in fondo cosa significasse vederlo accorciare da solo un contropiede avversario (leggendo l’azione con una lucidità unica) e tanto meno descrivono l’eleganza con cui guidava la linea difensiva, alzando il braccio per chiamare il fuorigioco con una naturalezza che era diventata il suo marchio.
Insieme a Tassotti, Maldini e Costacurta ha formato una delle migliori linee difensive della storia del calcio, contribuendo al record di 58 partite consecutive senza sconfitte nei maggiori campionati europei (26 maggio 1991 – 14 marzo 1993).

​Libero elegante e implacabile, Baresi sapeva unire senso della posizione, tecnica, velocità, visione di gioco e decisione negli interventi, mantenendo una continuità di rendimento rarissima. Leader carismatico, si distinse per precocità e longevità: anche in età avanzata era considerato uno dei giocatori più preparati atleticamente della Serie A. Per molti avrebbe meritato il Pallone d’Oro, sfiorato nel 1989 quando arrivò secondo dietro Marco van Basten.

​Pur essendo un difensore, sapeva adattarsi anche a centrocampo: ricoprì quel ruolo in Nazionale nei primi anni ’80, quando il CT Enzo Bearzot gli preferiva Gaetano Scirea come libero per la maggiore propensione offensiva.

​Franco Baresi non è stato solo un simbolo del Milan, ma un esempio di lealtà e professionalità, dentro e fuori dal campo. 

Il club aveva già ritirato la sua maglia numero 6 nel 1997, subito dopo il suo ritiro dal calcio giocato. 
Oggi i tifosi sperano in un ulteriore tributo che possa scolpire ancora più profondamente il suo nome nella storia rossonera.
​I funerali si svolgeranno martedì 4 agosto alle ore 11.00, presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

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